Robert Silverberg L’Ismaele innamorato

Chiamatemi Ismaele. Tutti gli esseri umani che mi conoscono mi chiamano così. La mia razza non usa le definizioni unità-strutturali (i “nomi”) per distinguere gli individui, ma questo è il nome che gli umani mi hanno dato, e per me va bene. Venni chiamato così dalla signora Lisabeth Calkins, per la quale provo emozioni protettivo-cavalleresco-sessuali (“amore”). In tutto il mio racconto deve essere chiaro che la definizione “Ismaele” si riferisce soltanto a me stesso.

Sono membro di una specie acquatica intelligente di mammiferi non primati non umani, la “Tursiops truncatus”, i delfini dal naso a bottiglia. Ho undici anni di età, il che vuol dire che sono maturo sotto ogni aspetto. Peso centosettantacinque chili, e misuro due metri e novanta di lunghezza. Lavoro alla Stazione di Ricerche Marine Gerard-Worzel, a Santa Croce, nelle isole Vergini, in un reparto di manutenzione, dal giorno umano detto quattordici agosto mille novecento novantaquattro. Per quelli della mia specie sono sessualmente desiderabile, e anche molto considerato per il mio sviluppo intellettuale. Ho un ampio vocabolario. So comunicare con i membri dell’Homo Sapiens. Ho una considerevole capacità tecnica; come potete capire dal fatto che ho messo in funzione le apparecchiature elettrico-acustiche attraverso cui detto queste mie memorie.

Sono un organismo mammifero solitario che ha perpetrato un atto di eroismo nell’interesse della vostra specie, e che desidera soltanto la ricompensa di una relazione più intima (“amore”) con la signorina Lisabeth Calkins. Io supplico i compassionevoli membri dell’Homo Sapiens di parlare in mio favore. Sono leale, preciso, attendibile, devoto e molto intelligente. Farò lo sforzo di darle una compagnia stimolante e la completezza emotiva (“felicità”) sotto ogni aspetto, secondo le mie possibilità.

Permettetemi di mostrare le circostanze pertinenti.

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