FANTOZZI E FRACCHIA AL BALLO MASCHERATO

Il capufficio conte Gavazzeni, prima di estendere a Fantozzi e Fracchia, l'invito al gran ballo in maschera della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, li fece soffrire dolorosamente fino all'ultima ora: poi improvvisamente li invitò entrambi.

Era il conte un uomo maligno, non brutto, però con le mani sempre sudaticce e grande mangiatore di gelati anche in pieno inverno, ma soprattutto bugiardissimo, la qual cosa molto disorientava i suoi subalterni che lo odiavano decisamente.

“E ricordate” disse il Gavazzeni “che la festa è fissata per sabato alle ventuno precise nella villa in collina della contessa.” Per Fantozzi l'emozione fu sconvolgente. Per tutto il giorno in cui gli fu comunicato l'invito non riuscì a concentrarsi nel lavoro. Andrò al ballo della contessa! Andrò al ballo della contessa! pensava, e per tutta la giornata non combinò un accidente. Fracchia di fronte a lui, da tre ore immobile, con lo sguardo vetrizzato forse era già al ballo mascherato perché lo portarono via rigido le donne delle pulizie. Tutto questo accadde giovedì: la festa sabato. Il tema era “la pittura preraffaellita inglese dell'800”.

Sull'argomento i due non si consultarono neppure, ma quando la signora Pina domandò a Fantozzi consiglio lui prima domandò tempo, poi si dichiarò disperato. Telefonarono a Fracchia in casa del quale stavano consultando una vecchia enciclopedia per ragazzi, ma con scarsi risultati. Chiedere direttamente al conte Gavazzeni? Era troppo bugiardo e diffidavano. Fantozzi domandò allora lumi ad un rappresentante di vernici col quale aveva avuto degli sporadici incontri al bar e questi li fece orientare sulla pittura fosforescente.“Roba da fantascienza” disse Fantozzi riattaccando la cornetta del telefono. “Ci vestiremo da astronauti, però, con delle vernici speciali.”

L'ingresso alla festa delle due coppie fu allucinante. La gente non rideva neppure perché capiva che non era uno scherzo, ma una tragedia dovuta alla mancanza della Treccani in casa di Fracchia.

Gli astronauti avanzarono fra due ali di nobildonne e baronetti inglesi vittoriani, il colpo d'occhio era stupendo sembrava di essere alla Esposizione universale di Londra del 1851 organizzata dal principe Alberto a Crystal Palace.

Per colmo di jella quando a Fantozzi stavano per presentare la contessa Serbelloni che era per forza anche zia del megapresidente, la signora Pina in un moto di giovanile entusiasmo gli sparò una manciata di coriandoli. Lui stava proprio sbadigliando per darsi un tono distaccato e quando cercò di parlare con la contessa era già cianotico e respirava a fatica con un fischio. I balli erano d'epoca. Nessuno faceva ballare le astronaute, ma Fracchia prese una iniziativa eroica: invitò la moglie di un grande avvocato che indossava uno stupendo e costosissimo costume confezionato per l'occasione. l'orchestra attaccò subito uno sfrenato galop. Quando la dama secondo le regole si fermò di colpo con la musica per rifare la sala in senso inverso, Fracchia preso in contropiede volò in strada dalla finestra aperta accompagnato dall'urlo dell'intera sala. Poi si fece un grande silenzio di quattro minuti esatti, nei quali Fracchia rientrò dalla porta principale col morale un po' a terra. Pensò di invitare un'altra dama, ma gli rifiutarono tutti i balli. Fantozzi come sempre si ubriacò e cominciò a trovare la gente molto simpatica e dimenticò anche il suo costume da astronauta. Sul finire della festa segnalò a Fracchia due dame velate che ammiccavano e occhieggiavano da un po' di tempo.

Intrigarono per rispedire le astronaute a casa in taxi, poi rimasti soli cominciarono a ballare con le dame misteriose dei “lenti”. l'orchestra aveva abbandonato i balli d'epoca e le luci erano state abbassate da una sapiente regia. Ballarono stretti e voluttuosi per una mezz'ora, alle tre in punto improvvisamente le dame velate fuggirono con dei curiosi gridolini nell'oscurità del parco. E i due dietro. Le raggiunsero vicino a degli oleandri e qui Fantozzi cercò di baciare la sua dama. Le strappò il velo e si trovò faccia a faccia con il rag. Fonelli dell'ufficio legale che aveva fama di noto omosessuale. Da dietro un cipresso Fracchia uscì con un velo in mano, era pallidissimo: aveva baciato un giovane artificiere del genio, l'amico notorio del rag. Fonelli.

Lunedì in ufficio ai colleghi che domandavano se avevano fatto conquiste alla festa, i due rispondevano molto evasivamente.

Загрузка...