Il quarto di dollaro di Clarice Starling cadde nella gettoniera del telefono, nella squallida sala di ricreazione degli inservienti. Chiamò il furgone.
«Crawford.»
«Sto chiamando da un telefono fuori dal reparto di massima sicurezza» disse Clarice. «Il dottor Lecter mi ha chiesto se l'insetto del West Virginia era una farfalla. Non ha dato spiegazioni. Ha detto che Buffalo Bill ha bisogno di Catherine Martin perché, cito le sue parole, "Vuole un panciotto con le tette". Il dottor Lecter intende fare uno scambio. Vuole un'offerta "più interessante" da parte della senatrice.»
«Ha interrotto lui il colloquio?»
«Sì.»
«Fra quanto tempo crede che sarà di nuovo disposto a parlare?»
«Credo che gli piacerebbe ricominciare tra qualche giorno, ma io preferirei ripartire subito all'attacco, se posso avere un'offerta urgente dalla senatrice.»
«Urgente è la parola giusta. Abbiamo saputo che la ragazza del West Virginia è stata identificata, Starling. La scheda con le impronte digitali di una persona scomparsa da Detroit ha fatto squillare l'allarme alla sezione identificazione circa mezz'ora fa. Kimberly Jane Emberg, venti due anni, scomparsa da Detroit il sette febbraio. Stiamo setacciando i dintorni della sua abitazione in cerca di testimoni. Il perito legale di Charlottesville dice che è morta non più tardi dell'undici febbraio; probabilmente il giorno prima, il dieci.
«L'ha tenuta in vita tre giorni appena» commentò Clarice.
«Il periodo si va accorciando. Non credo che questo sorprenda nessuno.» La voce di Crawford era calma. «Ha catturato Catherine Martin circa ven-tisei ore fa. Credo che se Lecter è in grado di darci quello che ha promesso, dovrà farlo nel corso della prossima conversazione con lei. Mi sono insediato nell'ufficio di Baltimora, il furgone ci ha collegati. Le ho fissato una stanza all'HoJo, a due isolati dall'ospedale, se più tardi sentisse il bisogno di riposare un po'.»
«Lui è diffidente, signor Crawford. Non è sicuro che lei gli permetterà di ottenere qualche vantaggio. Ciò che ha detto sul conto di Buffalo Bill l'ha barattato con informazioni personali su di me. Non credo che ci siano correlazioni testuali tra le sue domande e il caso... Vuole conoscere la domande?»
«No.»
«Per questo non ha voluto che portassi addosso un microfono nascosto, vero? Pensava che sarebbe stato più facile, per me, dirgli certe cose e farlo contento, se nessun altro poteva sentire.»
«Eccole un'altra possibilità. Se io mi fidassi del suo giudizio, Starling? Se pensassi che lei è la mia arma migliore, e volessi tenerla al riparo da un'orda di sputasentenze? In questo caso, le farei portare un microfono nascosto?»
«No, signore.» Sei famoso per girarti gli agenti intorno al mignolo, no, signor Crawford? «Che cosa possiamo offrire al dottor Lecter?»
«Sto mandando un paio di cose. Arriveranno fra cinque minuti, a meno che prima preferisca riposare un po'.»
«No, preferisco sbrigarmi subito» rispose Clarice. «Dica ai suoi di chiedere di Alonzo, e di avvertirlo che lo aspetterò nel corridoio davanti alla sezione 8.»
«Cinque minuti» disse Crawford.
Clarice Stariing incominciò a camminare avanti e indietro sul pavimento di linoleum della saletta sotterranea. Era l'unica cosa animata in quel locale.
Raramente riusciamo a prepararci qualcosa nei prati e sui viali ghiaiati; ci riusciamo in breve tempo in posti senza finestre, nei corridoi degli ospedali, in ambienti come quella saletta con il divano di plastica screpolata e i portacenere con la pubblicità della Cinzano, e le tende che coprono il cemento. In stanze come quelle, in così poco tempo, prepariamo i nostri gesti, li impariamo a memoria per poterli eseguire quando affrontiamo spaventati il Destino. Clarice Starling era abbastanza cresciuta per saperlo e non lasciava che l'ambiente influisse su di lei.
Continuò a camminare avanti e indietro, a rivolgere gesti all'aria. «Tieni duro, ragazza mia» disse a voce alta. Lo disse a Catherine Martin e lo disse a se stessa. «Siamo migliori di questa stanza. Siamo migliori di questo posto fottuto» disse. «Siamo migliori del posto dove ti ha portata. Aiutami. Aiutami. Aiutami.» Per un momento pensò ai genitori morti. Si chiese se si sarebbero vergognati di lei in quel momento... era soltanto quell'interrogativo, senza pertinenza e precisazioni... come ce lo poniamo sempre. E la risposta fu no: non si sarebbero vergognati.
Si lavò la faccia e uscì nel corridoio.
L'inserviente Alonzo era lì, con un pacchetto sigillato da parte di Cra-wford. Conteneva una cartina e le istruzioni. Clarice le lesse in fretta sotto la luce e premette il pulsante perché Barney la facesse entrare.
Il dottor Lecter era seduto al tavolo ed esaminava la corrispondenza. Per Clarice Starling era più facile avvicinarsi alla gabbia quando non la guardava.
«Dottore.»
Lui alzò l'indice per chiederle di tacere. Quando ebbe terminato di leggere la lettera rimase immobile a riflettere, con il pollice della mano con sei dita appoggiato sotto il mento, l'indice affiancato al naso. «Cosa gliene pare?» chiese, e mise il foglio nel vassoio scorrevole.
Era una lettera dell'Ufficio Brevetti.
«È per il mio orologio della Crocifissione» spiegò Lecter. «Non vogliono brevettarlo ma mi consigliano di ottenere il copyright sul quadrante. Guardi qui.» Mise nel vassoio un disegno delle dimensioni di un tovaglio
lo, e Clarice lo tirò a sé. «Forse avrà notato che in quasi tutte le crocifissioni le mani sono nella posizione, diciamo, delle tre meno un quarto, o al massimo delle due meno dieci, mentre i piedi sono sulle sei. In questo quadrante Gesù è in croce, come vede, qui, e le braccia-lancette girano per segnare il tempo, come le braccia degli orologi Disney. I piedi rimangono sulle sei, e in alto una piccola lancetta dei secondi gira l'aureola. Che cosa gliene pare?»
Il disegno era di buon livello da un punto di vista anatomico. La testa era quella di Clarice Starling.
«Molti dettagli andranno perduti quando verrà riprodotto alle dimensioni di un orologio» disse lei.
«È vero, purtroppo. Ma pensi alle sveglie, per esempio. Crede che non ci sarà pericolo d'imitazioni senza il brevetto?»
«Lei comprerebbe i movimenti al quarzo per orologi, no?, e quelli sono brevettati. Non sono sicura, ma credo che i brevetti valgano solo per i congegni meccanici, mentre il copyright vale per il design.»
«Però lei non è avvocato, vero? Ormai, all'FBI non pretendono più la laurea in legge.»
«Ho una proposta da farle» disse Clarice, e aprì la cartella.
Barney si stava avvicinando e lei si affrettò a richiudere. Invidiava l'immensa calma di Barney. Gli occhi erano lucidi, intelligenti.
«Mi scusi» disse l'inserviente. «Se deve usare molte carte, nello sgabuzzino c'è un banco per scuola. Lo adoperano gli psichiatri. Lo vuole?»
Un'immagine scolastica. Sì o no?
«Possiamo parlare adesso, dottor Lecter?»
Il dottore alzò la mano aperta.
«Sì, Barney. Grazie.»
Clarice sedette e Barney se ne andò.
«Dottor Lecter, la senatrice le fa un'offerta straordinaria.»
«Su questo deciderò io. Le ha già parlato? Possibile?»
«Sì. Non fa il doppio gioco. Questo è tutto ciò che è disposta a concedere: prendere o lasciare. È tutto qui, in un'offerta.» Clarice alzò gli occhi dalla cartella.
Il dottor Lecter, che aveva assassinato nove persone, teneva le dita congiunte davanti al naso e la osservava. Dietro i suoi occhi c'era una notte eterna.
«Se ci aiuta a trovare Buffalo Bill in tempo per salvare Catherine Martin, lei avrà le ricompense seguenti: trasferimento all'ospedale dell'Amministrazione dei Veterani a Oneida Park, New York, in una cella con veduta del bosco circostante. Resteranno in vigore le misure di massima sicurezza. Le verrà chiesto di aiutare a valutare i test psicologici scritti di alcuni detenuti federali, anche se non saranno necessariamente quelli rinchiusi nella sua istituzione. Le valutazioni verranno effettuate alla cieca, senza che lei conosca l'identità dei soggetti. Avrà un ragionevole accesso ai libri.» Clarice alzò gli occhi.
Il silenzio può irridere.
«La cosa migliore e più straordinaria è questa. Per una settimana, ogni anno, lei lascerà l'ospedale e potrà recarsi qui.» Clarice mise una cartina nel vassoio scorrevole. Il dottor Lecter non lo tirò.
«Plum Island» continuò lei. «Ogni pomeriggio, quella settimana, potrà passeggiare sulla spiaggia o nuotare nell'oceano. La sorveglianza sarà a non meno di settantacinque metri, ma sarà effettuata dallo SWAT. Ecco.»
«E se rifiuto?»
«Forse potrà appendere tende da caffè qui dentro. Sarebbe inutile. Non abbiamo nessun mezzo per minacciarla, dottor Lecter. Possiamo solo offrirle la possibilità di vedere la luce del giorno.»
Non lo guardò. Non voleva uno scambio di sguardi, in quel momento. Non era uno scontro.
«Catherine Martin verrà a parlare con me... a parlare esclusivamente del suo catturatore... se deciderò di pubblicare? Parlerà con me solo?»
«Sì. Può considerarlo un impegno.»
«Come fa a saperlo? Un impegno preso da chi?»
«La condurrò io stessa.»
«Se verrà.»
«Prima dovremo chiederglielo, no?»
Il dottor Lecter girò verso di sé il vassoio scorrevole. «Plum Island.»
«Guardi la punta di Long Island, quella sottile lingua di terra a nord.»
«Plum Island. C'è scritto "Centro Veterinario di Plum Island, ricerche federali sulle malattie epizootiche". Davvero delizioso.»
«È solo una parte dell'isola. Ci sono una bella spiaggia e comodi alloggi. In primavera ci fanno il nido le rondini di mare.»
«Le rondini di mare.» Il dottor Lecter sospirò. Inclinò leggermente la testa e si toccò il centro del labbro con la lingua rossa. «Se dobbiamo parlare, Clarice, voglio in cambio qualcosa. Quidpro quo. Io dirò qualcosa a lei e lei dirà qualcosa a me.»
«Vada avanti» disse Clarice.
Dovette attendere un intero minuto prima che Lecter dicesse: «Un bruco diventa pupa dentro una crisalide. Poi emerge: esce dal suo spogliatoio segreto trasformata in una bellissima imago. Sa cos'è un'imago, Clarice?».
«Un insetto alato adulto.»
«E che altro?»
Lei scosse la testa
«È un termine tratto dalla defunta religione della psicanalisi. Un'imago è un'immagine del genitore, sepolta nell'inconscio dall'infanzia e circondata d'affetto infantile. La parola deriva dal busto di cera degli antenati che gli antichi romani portavano nelle processioni funebri... persino il flemmatico Crawford deve pur vedere un significato nella crisalide di un insetto.»
«Niente di particolare, se non per controllare gli elenchi degli abbonati alle pubblicazioni di entomologia comparandoli con quelli dei colpevoli di reati sessuali conosciuti.»
«Per prima cosa, lasciamo perdere "Buffalo Bill". È un termine fuor-viante, e non ha nulla a che vedere con la persona che state cercando. Per comodità lo chiameremo Billy. Le farò un riepilogo di ciò che penso. Pronta?»
«Pronta.»
«Il significato della crisalide è il cambiamento, la trasmutazione. Il bruco diventa farfalla o falena. Billy crede di voler cambiare. Si sta facendo una pelle di donna con le pelli di donne vere. Perciò le vittime sono ragazze grandi e grosse... ha bisogno di qualcosa che gli vada bene. Il numero delle vittime fa pensare che forse vede il procedimento come una serie di mute. E lo fa in una casa a due piani: ha scoperto perché è così?»
«Per qualche tempo ha impiccato le vittime alla scala.»
«Appunto.»
«Dottor Lecter, non ho mai visto una correlazione tra il transessualismo e la violenza... Di solito i transessuali sono tipi piuttosto passivi.»
«Questo è vero, Clarice. A volte si osserva una tendenza all'assuefazione alla chirurgia... da un punto di vista estetico, i transessuali sono difficili da accontentare... ma è più o meno tutto. Billy non è un vero transessuale. Clarice, lei è molto vicina al metodo che dovrà usare per prenderlo, se ne rende conto?»
«No, dottor Lecter.»
«Bene. Allora non le dispiacerà dirmi che cosa fu di lei dopo la morte di suo padre.»
Clarice Starling fissò il piano sfregiato del banco di scuola.
«Immagino che la risposta non sia nelle sue carte, Clarice.»
«Mia madre ci tenne tutti insieme per più di due anni.»
«E cosa faceva?»
«Di giorno la cameriera in un motel; la sera cucinava in un piccolo ristorante.»
«E poi?»
«Andai a vivere con una cugina di mia madre e il marito, nel Montana.»
«Soltanto lei?»
«Ero la maggiore.»
«L'amministrazione comunale non fece niente per la sua famiglia?»
«Un assegno di cinquecento dollari.»
«È strano che non ci fosse l'assicurazione. Clarice, ha detto che suo padre aveva urtato il fucile contro la portiera del furgoncino.»
«Sì.»
«Non aveva una macchina ufficiale della polizia?»
«No.»
«E successe di notte?»
«Sì.»
«Non aveva una pistola?»
«No.»
«Clarice, suo padre lavorava di notte, con un furgoncino, armato soltanto di un fucile... Mi dica, per caso portava un orologio alla cintura? Uno di quelli che hanno le chiavi fissate a pali in tutta la città, e bisogna raggiungere le chiavi e girarle nell'orologio? In modo che i maggiorenti sappiano che non ci si è addormentati? Mi dica se suo padre ce l'aveva, Clarice.»
«Sì.»
«Era un guardiano notturno, vero, Clarice? Non era un poliziotto. Se mente me ne accorgerò.»
«La definizione ufficiale delle sue mansioni era "poliziotto notturno".»
«E che fine fece?»
«Che cosa?»
«L'orologio. Che fine fece, dopo che spararono a suo padre?»
«Non lo ricordo.»
«Se dovesse ricordarlo, me lo dirà?»
«Sì... Aspetti. Il sindaco venne all'ospedale e chiese a mia madre di consegnargli l'orologio e il distintivo.» Clarice non pensava di ricordarselo. Il sindaco con il suo abito sportivo e le scarpe residuate della Marina. Lo stronzo. «Quid pro quo, dottor Lecter.»
«Ha pensato per un secondo di averlo inventato? No, se l'avesse inventato, non le brucerebbe. Stavamo parlando di transessuali. Ha detto che la violenza e il comportamento aberrante distruttivo non sono in correlazione con il transessualismo, dal punto di vista statistico. È vero. Ricorda quello che abbiamo detto della collera espressa come libidine, del lupus che si presenta come orticaria? Billy non è un transessuale, Clarice, ma crede di esserlo, e cerca di esserlo. Immagino che abbia tentato di essere molte cose.»
«Ha detto che questo era vicino al metodo con il quale dovremmo catturarlo.»
«Ci sono tre grandi centri di chirurgia transessuale: il Johns Hopkins, l'Università del Minnesota e il Golumbus Medical Center. Non mi sorprenderebbe se avesse presentato domanda di cambiare sesso a uno o all'altro di questi istituti e fosse stato respirito.»
«Su quale base lo respingerebbero? Che cosa potrebbe risultare evidente?»
«Lei è molto sveglia, Clarice. La prima ragione potrebbe essere costituita dai precedenti penali. Squalificano il richiedente, a meno che si tratti di un reato di scarsa gravità e relativo al problema dell'identità sessuale. Travestitismo in pubblico, qualcosa del genere. Se era riuscito a mentire con successo nascondendo gravi precedenti penali, allora i test della personalità lo scoprirebbero.»
«E come?»
«Bisogna sapere come consultarli, no?»
«Sì.»
«Perché non lo chiede al dottor Bloom?»
«Preferisco chiederlo a lei.»
«Che cosa ci guadagnerà, Clarice? Una promozione e un aumento di stipendio? Che cos'è, una G-9? Cosa guadagna al giorno d'oggi un piccolo G-
9?»
«Una chiave per entrare dalla porta principale, tanto per cominciare. Come apparirebbe Billy nella documentazione diagnostica?»
«Le piaceva il Montana, Clarice?»
«È molto bello.»
«Il marito della cugina di sua madre le era simpatico?»
«Eravamo diversi.»
«Che tipi erano?»
«Sfiancati dal lavoro.»
«Avevano figli?»
«No.»
«Dove abitavate?»
«In un allevamento.»
«Un allevamento di pecore?»
«Pecore e cavalli.»
«Ci restò per molto tempo?»
«Sette mesi.»
«Quanti anni aveva?»
«Dieci.»
«E poi dove andò?»
«Alla Lutheran Home di Bozeman.»
«Mi dica la verità.»
«Gliela sto dicendo.»
«No, le saltella intorno. Se è stanca, potremo riparlarne verso la fine della settimana. Anch'io sono piuttosto annoiato. Oppure preferisce parlare adesso?»
«Adesso, dottor Lecter.»
«Sta bene. Una bambina viene mandata lontano dalla madre, in un allevamento nel Montana. Un allevamento di pecore e cavalli. Sente la mancanza della madre, trova interessanti gli animali...» Il dottor Lecter allargò le mani per invitarla a proseguire.
«Era magnifico. Avevo una stanza tutta mia, con un tappeto indiano sul pavimento. Mi lasciavano andare a cavallo... mi portavano in giro guidando la cavalla... non ci vedeva molto bene. Tutti i cavalli avevano qualcosa che non andava. Erano zoppi o malati. Certuni erano cresciuti tra i bambini e, vede, la mattina nitrivano quando uscivo per prendere l'autobus della scuola.»
«Ma poi?»
«Trovai qualcosa di strano nella stalla. Avevano uno stanzino per i finimenti. E quella cosa mi sembrava una specie di vecchio elmetto. Lo tirai giù e c'era scritto "W.W. Greener's Humane Horse Killer". Un attrezzo per uccidere i cavalli. Era una specie di calotta metallica a campana, e in alto c'era il posto per mettere una cartuccia. Una calibro 32, pareva.»
«In quell'allevamento tenevano cavalli da macello, Clarice?»
«Sì.»
«E li uccidevano lì?»
«Quelli destinati alle fabbriche di colla e di fertilizzanti, sì. Se sono morti, se ne possono caricare anche sei su un camion. Quelli per le fabbriche di cibo per cani li portavano via vivi.»
«E quella che lei cavalcava nel cortile?»
«Scappammo insieme.»
«Arrivaste molto lontano?»
«Sono arrivata al punto dove non continuerò se non mi spiegherà la parte diagnostica.»
«Conosce la procedura per i test cui vengono sottoposti i maschi quando richiedono un intervento per cambiare sesso?»
«No.»
«Potrebbe essere utile se mi portasse una copia del programma di uno dei centri. Ma tanto per cominciare, il gruppo dei test include solitamente Wechsler Adult Intelligent Scale, Casa-Albero-Persona, Rorschach, Disegno della Concezione di Sé, Appercezione Tematica, naturalmente MMPI, e un paio d'altri... credo il Jenkins, messo a punto dall'Università di New York. C'è bisogno di qualcosa che si possa vedere in fretta, no? No, Clarice?»
«Certo, sarebbe meglio. Qualcosa di molto rapido.»
«Vediamo... Secondo la nostra ipotesi stiamo cercando un maschio che dà risultati diversi da quelli di un vero transessuale. Benissimo: un test casa-albero-persona... cerchi qualcuno che abbia disegnato per prima la figura femminile. I transessuali maschi disegnano quasi sempre la femmina per prima e, tipicamente, dedicano molta attenzione ai suoi ornamenti. Le loro figure maschili sono semplici stereotipi... ci sono alcune eccezioni notevoli quando disegnano Mister America... ma non ci sono molte vie di mezzo.
«Cerchi il disegno di una casa senza gli abbellimenti di un roseo futuro...
niente carrozzina per bambini davanti alla porta, niente tendine, niente fiori in giardino.
«Con i transessuali veri s'incontrano due tipi di alberi: salici con le chiome fluenti e temi della castrazione. Gli alberi tranciati dal bordo del disegno o della carta, le immagini della castrazione, sono pieni di vita nei disegni dei veri transessuali. Tronconi ricchi di fiori e di frutti. È una distinzione importante. Sono molto diversi dagli alberi mutilati e morti che si vedono nei disegni di quanti sono affetti da turbe mentali. Questo potrebbe essere utile: l'albero di Billy sarà spaventoso. Vado troppo in fretta?»
«No, dottor Lecter.»
«Nella raffigurazione che fa di se stesso, un transessuale non si mostrerà quasi mai nudo. Non si lasci fuorviare da una certa quantità d'ideazione pa-ranoide nelle carte del Test dell'Appercezione Tematica... è piuttosto comune tra i soggetti transessuali che si travestono abitualmente. Spesso hanno avuto esperienze spiacevoli con le autorità. Devo riassumere?»
«Sì, gradirei un riassunto.»
«Dovrebbe cercare di procurarsi un elenco degli individui respinti da tutti e tre i centri in questione. Prima controlli quelli respinti per i precedenti penali... e tra questi osservi in particolare gli scassinatori. Tra quelli che hanno cercato di nascondere i precedenti criminali, cerchi gravi turbe infantili associate alla violenza. Probabilmente un internamento durante l'infanzia. Poi esamini i test. Deve cercare un maschio bianco, probabilmente di età inferiore ai trentacinque anni e di taglia rispettabile. Non è un transessuale, Clarice. Crede di esserlo, ed è sconcertato e rabbioso perché non vogliono aiutarlo. È tutto ciò che voglio dire, credo, fino a quando avrò letto la documentazione. Me la lascerà, vero?»
«Sì.»
«E anche le foto.»
«Sono incluse.»
«Allora è meglio che scappi a controllare quello che le ho detto, Clarice. Vedremo come se la caverà.»
«Ho bisogno di sapere come ha fatto a...»
«No. Non sia troppo avida, o ne discuteremo la settimana prossima. Torni qui quando avrà fatto qualche progresso. O no. E poi, Clarice...»
«Sì.»
«La prossima volta dovrà dirmi due cose. Una è che cosa successe a quella cavalla. L'altra cosa che vorrei è sapere... come gestisce la sua rabbia?»
Alonzo venne a prenderla. Clarice strinse gli appunti al petto e s'incamminò a testa bassa, cercando di tenere tutto in mente. Era ansiosa di tornare all'aria aperta, e non lanciò neppure un'occhiata in direzione nell'ufficio di Chilton quando uscì in fretta dall'ospedale.
La luce del dottor Chilton era accesa. La si vedeva filtrare sotto la porta.