La scala che scende lungo la spina dorsale del Washington Monument consiste di ottocentonovantasei gradini di pietra che abbracciano in una spirale il vano aperto dell’ascensore. Mentre la percorreva con Solomon, Langdon continuava a riflettere sulla notizia sorprendente che l’amico gli aveva rivelato solo qualche minuto prima: "Robert, all’interno della pietra angolare cava di questo monumento, i nostri padri fondatori hanno posto una copia della Parola. È la Bibbia che attende al buio, ai piedi di questa scala".
D’improvviso Solomon si fermò su un pianerottolo e puntò il raggio della torcia su un grande medaglione di pietra inserito nella parete.
Cosa diavolo… ? Langdon sobbalzò quando vide il bassorilievo.
La figura rappresentata nel medaglione era avvolta in un mantello e, inginocchiata accanto a una clessidra, impugnava una falce. Il braccio era sollevato e il dito indice teso indicava una grossa Bibbia aperta, quasi a dire: "È qui la risposta!".
Langdon osservò il medaglione e poi si voltò verso Peter.
Gli occhi del suo mentore scintillavano pieni di mistero. «Robert, vorrei che tu riflettessi su una cosa.» La voce di Solomon echeggiò lungo il pozzo delle scale. «Perché credi che la Bibbia sia sopravvissuta per migliaia di anni di storia tumultuosa? Perché è ancora qui? Forse perché le storie che racconta sono una lettura avvincente? Naturalmente no… Ma una ragione c’è. Esiste un motivo per cui i monaci cristiani passano la vita tentando di decifrarla, e i mistici ebraici e gli studiosi della cabala riflettono costantemente sull’Antico Testamento. E la ragione è che ci sono segreti potenti nascosti nelle pagine di quell’antico libro… un’enorme, inutilizzata riserva di sapienza che aspetta di essere svelata.»
Langdon non ignorava la teoria secondo la quale nelle Scritture c’è un livello semantico occulto, un messaggio nascosto velato dall’allegoria, dal simbolismo e dalle parabole.
«I profeti ci avvertono» continuò Peter «che il linguaggio usato per comunicare i loro misteri è criptico. Il vangelo di Marco dice: "A voi è stato dato il mistero… invece tutto avviene in parabole". I Proverbi ammoniscono che le massime dei saggi sono "enigmi" e la prima lettera dei Corinzi parla di "sapienza nascosta". Il vangelo di Matteo dice: "Aprirò la mia bocca con parabole… svelerò cose nascoste".»
Cose nascoste, enigmi, rifletté Langdon, consapevole che quelle parole comparivano diverse volte sia nei Proverbi sia, per esempio, nel Salmo 78: "Aprirò la mia bocca con una parabola, rievocherò gli enigmi dei tempi antichi". Il concetto di "cose nascoste" ed "enigmi", come Langdon ben sapeva, non comportava necessariamente un riferimento al "male", ma indicava piuttosto che il vero significato era in ombra, oscurato alla luce.
«E se hai ancora dei dubbi» riprese Solomon «la prima lettera ai Corinzi ci dice chiaramente che le parabole presentano due livelli semantici: "Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci", dove il latte sta a significare un’interpretazione annacquata per le menti sprovvedute, mentre il cibo solido è il messaggio vero, accessibile solo alle menti più avvedute.»
Peter alzò di nuovo la torcia, illuminando il bassorilievo della figura avvolta nel mantello che indicava la Bibbia. «So che sei uno scettico, Robert, ma rifletti un momento: se nella Bibbia non ci sono significati nascosti, allora perché tante fra le migliori menti della storia, compresi brillanti scienziati della Royal Society, l’hanno studiata fino all’ossessione? Sir Isaac Newton ha scritto più di un milione di parole nel tentativo di decifrarne l’autentico significato, compreso un manoscritto del 1704 in cui sosteneva di aver ricavato informazioni scientifiche occulte dalla Bibbia!»
Langdon sapeva che era vero.
«E Francesco Bacone» continuò Peter «il genio a cui re Giacomo affidò l’incarico di creare, letteralmente, la sua versione autorizzata della Bibbia, si convinse talmente che il testo conteneva un significato criptico da scriverne usando suoi codici personali, codici che vengono studiati ancora oggi! Naturalmente, come sai, Bacone era un rosacroce e scrisse Della saggezza degli antichi.» Solomon sorrise. «Perfino William Blake, poeta iconoclasta, suggerì che dovremmo leggere tra le righe della Bibbia.» Langdon conosceva quel verso:
Entrambi leggiamo la Bibbia giorno e notte, ma tu leggi nero dove io leggo bianco.
«E non si tratta solo dei grandi intellettuali europei» proseguì Peter scendendo ora a passo più veloce. «È stato qui, nel cuore di questa giovane nazione americana, che i nostri più brillanti padri fondatori… John Adams, Benjamin Franklin, Thomas Paine… segnalarono i gravi pericoli di un’interpretazione letterale della Bibbia. Thomas Jefferson era talmente convinto che il vero messaggio della Bibbia fosse occulto che effettuò dei veri e propri tagli e rivide l’intero testo al fine di, per citare le sue stesse parole, "farla finita con le sovrastrutture artificiali e ristabilire le dottrine autentiche".»
Langdon era a conoscenza anche di quello strano episodio. La Bibbia di Jefferson veniva ancora stampata con incluse molte delle sue controverse revisioni, tra le quali l’eliminazione della nascita da una vergine e della resurrezione. Incredibilmente, la Bibbia di Jefferson era stata offerta in dono a ogni nuovo membro del Congresso per tutta la prima metà del diciannovesimo secolo.
«Peter, tu sai che trovo affascinante questo argomento» disse «e posso capire che menti brillanti abbiano la tentazione di immaginare che le Scritture possiedano un significato nascosto, ma per me tutto ciò non ha alcun senso logico. Qualsiasi professore ti dirà che l’insegnamento non viene mai fatto in codice.»
«Cosa vuoi dire?»
«Gli insegnanti insegnano, Peter. Noi parliamo con chiarezza. Perché mai i profeti, i più grandi insegnanti della storia, dovevano oscurare il loro linguaggio? Se speravano di cambiare il mondo, perché parlare in codice? Perché non parlare chiaramente in modo che il mondo potesse capire?»
Continuando a scendere, Peter si voltò a guardare l’amico, apparentemente sorpreso da quelle domande. «Robert, la Bibbia non parla chiaramente per la stessa ragione per cui le scuole degli antichi misteri venivano tenute nascoste… per la stessa ragione per cui i neofiti dovevano essere iniziati prima di apprendere gli insegnamenti segreti dei secoli… per la stessa ragione per cui gli scienziati dell’Invisible College si rifiutavano di condividere la loro conoscenza con altri. Si tratta di informazioni potenti, Robert. Non si possono gridare gli antichi misteri dai tetti delle case. I misteri sono una torcia che arde e che nelle mani di un maestro può illuminare la strada, ma nelle mani di un pazzo può incenerire la terra.»
Langdon si fermò. Ma cosa sta dicendo? «Peter, io sto parlando della Bibbia. Perché tu invece parli degli antichi misteri?»
Solomon si voltò. «Ma non capisci? Gli antichi misteri e la Bibbia sono la stessa cosa.»
Langdon lo fissò smarrito.
Peter rimase in silenzio per qualche secondo, aspettando che l’amico assimilasse la sua risposta. «La Bibbia è uno dei libri attraverso i quali i misteri sono stati trasmessi nel corso della storia. Non ti rendi conto che le sue pagine cercano disperatamente di rivelarci il segreto? Le "cose nascoste", gli "enigmi" della Bibbia sono i sussurri degli antichi, che sottovoce condividono con noi la loro segreta saggezza.»
Langdon non disse nulla. Gli antichi misteri, per come li intendeva lui, erano una sorta di manuale per attivare il potere latente della mente umana… una ricetta per l’apoteosi personale. Non era mai riuscito ad accettare l’idea del potere dei misteri e di certo l’ipotesi che la Bibbia in qualche modo nascondesse la chiave di quei misteri era assurda.
«Peter, la Bibbia e gli antichi misteri sono l’una l’opposto degli altri. I misteri vertono tutti sul dio dentro di noi… l’uomo come dio. La Bibbia è tutta centrata sul Dio sopra di noi… e sull’uomo quale peccatore impotente.»
«Sì! Proprio così! Hai individuato esattamente il problema! Nel momento stesso in cui l’umanità si è separata da Dio, il vero significato della Parola è andato perduto. Le voci degli antichi maestri sono state soffocate, smarrite nel chiacchiericcio caotico di autoproclamatisi esperti che gridano di essere gli unici a comprendere la Parola… e che la Parola è scritta nel loro linguaggio e in nessun altro.»
Peter continuava a scendere gli scalini.
«Robert, io e te sappiamo che gli antichi resterebbero disgustati se vedessero come i loro insegnamenti sono stati distorti… come la religione si è trasformata in una specie di casello autostradale per il paradiso… come gli eserciti marciano in battaglia convinti che Dio sostenga la loro causa. Abbiamo perso la Parola e tuttavia il suo autentico significato è ancora a portata di mano, davanti ai nostri occhi. È in tutti i testi sopravvissuti nel tempo, dalla Bibbia alla Bhagavad Gita, al Corano e via dicendo. E tutti questi testi vengono venerati sugli altari della massoneria perché i massoni capiscono ciò che il mondo sembra avere dimenticato… e cioè che ognuno di quei libri, a modo suo, sta sussurrando esattamente lo stesso messaggio.» La voce di Solomon si gonfiò di emozione. «"Non sapete di essere dèi?"»
Langdon era colpito dal modo in cui la famosa, antica citazione continuava a riemergere quella sera. Ci aveva riflettuto quando aveva parlato con Galloway e anche al Campidoglio, mentre cercava di spiegare l’Apoteosi di Washington.
Solomon abbassò la voce in un sussurro. «Il Buddha dice: "Tu stesso sei Dio". E Gesù insegna che "il regno di Dio è dentro di voi" aggiungendo che "chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi". Perfino il primo antipapa, Ippolito di Roma, citava lo stesso messaggio, originariamente formulato dallo gnostico Monoimus: "Abbandona la ricerca di Dio… cercalo portando te stesso al punto di partenza".»
Langdon ripensò alla House of the Temple e allo scanno del massone Tyler, sul cui retro erano intagliate due parole guida: KNOW YOURSELF, "Conosci te stesso".
«Come mi disse una volta un saggio» riprese Solomon a voce più bassa «l’unica differenza tra noi e Dio è che noi abbiamo dimenticato di essere divini.»
«Peter, io ti sto ascoltando. Sul serio. E mi piacerebbe moltissimo poter credere che siamo dèi, ma purtroppo non vedo alcun dio camminare sulla nostra terra. Nessun superuomo. Tu puoi parlarmi dei presunti miracoli della Bibbia, o di qualsiasi altro testo religioso, ma si tratta solo di vecchie storie, inventate dall’uomo e poi gonfiate ed esagerate nel corso del tempo.»
«Può essere» concesse Peter. «O forse abbiamo semplicemente bisogno che la nostra scienza raggiunga il livello della sapienza degli antichi.» Fece una pausa. «La cosa buffa… è che io credo che le ricerche di Katherine possano portare esattamente a questo.»
Langdon d’improvviso si ricordò che Katherine aveva lasciato in gran fretta la House of the Tempie. «Senti, ma dov’è andata tua sorella?»
«Sarà qui tra poco» rispose Peter sorridendo. «È andata a sincerarsi di un meraviglioso colpo di fortuna.»
Fuori, alla base del monumento, Peter Solomon si sentì rinvigorito dall’aria fredda della notte. Fissava divertito Langdon che, ai piedi dell’obelisco, studiava attento il terreno grattandosi la testa e guardandosi intorno.
«Professore» scherzò Peter «la pietra angolare che contiene la Bibbia è sottoterra. Non puoi avere accesso al libro, ma ti assicuro che è laggiù.»
«Ti credo» disse Langdon, perso nei suoi pensieri. «È solo che… ho notato una cosa.»
Si fece indietro e osservò la gigantesca piazza in cui si ergeva il Washington Monument. L’area circolare era tutta di pietra bianca… a eccezione di due decorazioni in pietra scura che formavano due cerchi concentrici intorno al monumento.
«Un cerchio all’interno di un cerchio. Non avevo mai notato che il Washington Monument si trova al centro di un cerchio dentro un altro cerchio.»
Solomon rise. Non gli sfugge nulla. «Sì, il grande punto cerchiato… il simbolo universale di Dio… al crocevia dell’America.» Si strinse modestamente nelle spalle. «Sono sicuro che è soltanto una coincidenza.»
Langdon sembrava distante, con lo sguardo rivolto verso l’alto l’obelisco illuminato, che si stagliava netto e bianco sullo sfondo del cielo nero invernale.
Solomon intuì che il suo amico cominciava a vedere quell’opera per ciò che era veramente: un tacito promemoria dell’antica sapienza… un’icona dell’uomo illuminato nel cuore di una grande nazione. Anche se Peter non poteva vedere la minuscola punta d’alluminio in cima all’obelisco, sapeva che c’era: la mente illuminata dell’uomo tesa verso il cielo.
Laus Deo.
«Peter?» Langdon gli si avvicinò. La sua espressione era quella di un uomo che avesse superato una sorta di iniziazione mistica. «Quasi dimenticavo.» Mise una mano in tasca ed estrasse l’anello d’oro dell’amico. «Per tutta la sera non ho desiderato altro che restituirtelo.»
«Grazie.» Peter tese la sinistra, prese l’anello e lo osservò. «Sai, tutta la segretezza e il mistero che circondano questo anello e la piramide massonica… hanno avuto un’influenza enorme sulla mia vita. Quando ero ancora un ragazzo, la piramide mi venne consegnata insieme alla promessa dei suoi segreti mistici. Ed è bastata la sua esistenza a farmi credere che ci fossero grandi misteri nel mondo. Ha suscitato la mia curiosità, alimentato il mio senso di meraviglia e mi ha spinto ad aprire la mente agli antichi misteri.» Sorrise e si fece scivolare l’anello in tasca. «Adesso mi rendo conto che il vero scopo della piramide massonica non era rivelare le risposte, ma ispirare la fascinazione per quelle risposte.»
I due uomini rimasero a lungo in silenzio ai piedi del monumento.
Poi Langdon parlò. «Devo chiederti un favore, Peter… da amico.» Il tono era serio.
«Certo. Qualsiasi cosa.»
Langdon formulò la sua richiesta… con decisione.
Solomon annuì sapendo che Peter aveva ragione. «Lo farò.»
«Subito» aggiunse Langdon indicando l’Escalade in attesa.
«Okay… ma a una condizione.»
Langdon alzò gli occhi al cielo ridendo. «Non so come, ma riesci sempre ad avere l’ultima parola.»
«Sì… c’è un’ultimissima cosa che voglio che tu e Katherine vediate.»
«A quest’ora?» Langdon guardò l’orologio.
Solomon sorrise al suo vecchio amico. «È il tesoro più spettacolare di Washington… qualcosa che poche, pochissime persone hanno avuto la fortuna di vedere.»