L’agente della CIA era di pessimo umore quando scese dalla balconata della sala di lettura. Bellamy ci ha mentito. Non aveva visto alcuna traccia termica al piano di sopra, né vicino alla statua di Mosè né da nessun’altra parte.
Ma dove diavolo è finito Langdon?
Tornò sui propri passi per raggiungere l’unico punto in cui era stata rilevata qualche traccia di calore: il banco della distribuzione. Scese di nuovo la scala sotto il mobile. Il rumore dei nastri trasportatori in movimento era fastidioso. Arrivato nel locale sottostante, si mise il visore a infrarossi e si guardò intorno. Niente. Si voltò verso il deposito, la cui porta divelta era ancora calda dopo l’esplosione. A parte quella, non c’erano altri segni di…
Merda!
L’agente fece un salto all’indietro: era appena spuntata una luminescenza che non si aspettava. Sul tratto di nastro uscito in quel momento dal muro c’erano due tracce termiche a grandezza d’uomo.
Sbigottito, l’agente guardò quelle due specie di fantasmi fare il giro della stanza e poi venire nuovamente inghiottiti nel muro. Sono scappati sul nastro trasportatore? Roba da pazzi!
Oltre a rendersi conto che Robert Langdon era appena sfuggito alla cattura su un tapis roulant, dovette constatare con sgomento che c’era un altro problema: il professore non era solo.
Stava per accendere la ricetrasmittente e chiamare il capo, ma questi lo batté sul tempo.
«A tutte le unità! Abbiamo una Volvo abbandonata sul piazzale antistante la biblioteca. Risulta intestata a Katherine Solomon. Un testimone oculare dice di aver visto entrare una donna in biblioteca poco fa. Sospettiamo che sia con Robert Langdon. Il direttore Sato ha ordinato di fermarli entrambi.»
«Ho la traccia termica di tutti e due!» gridò l’agente nel deposito, e spiegò cos’era successo.
«Cristo santo!» esclamò il caposquadra. «Dove porta quel tapis roulant?»
L’agente stava già consultando una piantina sul computer a uso dei bibliotecari. «Nel John Adams Building» rispose. «Il palazzo accanto.»
«A tutte le unità! Dirigetevi al John Adams Building! IMMEDIATAMENTE!»