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Mal’akh finì di occuparsi della sua ospite inattesa, una guardia giurata della Preferred Security, e ritoccò la vernice sul vetro attraverso il quale l’intrusa aveva visto il suo sacro laboratorio.

Uscì dallo scantinato e salì la rampa che conduceva alla porta segreta del soggiorno. Si fermò un istante ad ammirare lo spettacolare dipinto delle Tre Grazie e ad assaporare gli odori e i suoni della sua casa.

Presto me ne andrò per sempre. Mal’akh sapeva che non sarebbe mai più tornato in quel posto. Dopo stasera non ne avrò più bisogno. Quel pensiero lo fece sorridere.

Si chiedeva se Robert Langdon avesse compreso il potere della piramide e l’importanza del ruolo che il destino gli aveva assegnato. Non ha ancora chiamato, pensò dopo aver controllato i messaggi sul telefonino. Erano le 22.02. Gli restano meno di due ore.

Salì di sopra, entrò nel bagno di marmo italiano e accese la doccia a vapore. Si tolse i vestiti e cominciò, metodico, il suo rituale di purificazione.

Bevve due bicchieri d’acqua per calmare i morsi della fame e poi andò a guardarsi allo specchio a figura intera. Dopo due giorni di digiuno, la sua muscolatura era ancora più definita. Non potè fare a meno di ammirarsi. All’alba sarò ancora meglio.

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