Katherine Solomon si sentiva il cuore leggero mentre risaliva veloce la collina verso la base del Washington Monument. Quella sera aveva vissuto tragedie e subito gravi shock, tuttavia i suoi pensieri adesso erano concentrati, anche se solo momentaneamente, sulla meravigliosa notizia che Peter le aveva comunicato poco prima… notizia di cui aveva appena visto la conferma con i suoi stessi occhi.
Le mie ricerche sono salve. Tutte.
Quella sera le memorie olografiche del suo laboratorio erano state distrutte, ma Peter, alla House of the Temple, l’aveva informata di avere sempre conservato i backup delle sue ricerche noetiche nei propri uffici presso l’SMSC. Tu sai che sono assolutamente affascinato dal tuo lavoro, e volevo seguire i tuoi progressi senza disturbarti.
«Katherine?» la chiamò una voce profonda.
La donna alzò gli occhi.
Alla base del monumento illuminato si stagliava una figura solitaria.
«Robert!» Corse ad abbracciarlo.
«Ho saputo la buona notizia» mormorò Langdon. «Devi sentirti molto sollevata.»
La voce di Katherine era rotta dall’emozione. «Incredibilmente sollevata.»
Le ricerche che Peter aveva salvato costituivano il risultato di un vero e proprio tour de force scientifico: una vastissima raccolta di esperimenti per provare che il pensiero umano è una forza reale e misurabile nel mondo fisico. Il lavoro di Katherine dimostrava gli effetti del pensiero umano su qualsiasi cosa, dai cristalli di ghiaccio ai generatori di eventi casuali, al movimento delle particelle subatomiche. I risultati erano conclusivi e irrefutabili. E avevano il potenziale per poter trasformare gli scettici in credenti e per condizionare la coscienza collettiva su vasta scala.
«Tutto cambierà, Robert. Tutto.»
«Peter di sicuro ne è convinto.»
Katherine si guardò intorno in cerca del fratello.
«Ospedale» spiegò Langdon. «Gli ho chiesto di andarci a titolo di favore personale.»
Katherine sospirò, sollevata. «Grazie.»
«Mi ha detto di aspettarti qui.»
La donna annuì, risalendo con lo sguardo l’obelisco bianco. «Mi aveva avvertito che ti ci avrebbe portato. Qualcosa a che vedere con "Laus Deo"? Non mi ha dato spiegazioni.»
Langdon fece una risatina stanca. «Non sono sicuro di avere capito neppure io.» Guardò la sommità del monumento. «Questa sera tuo fratello ha detto diverse cose che la mia mente non riesce ad accettare del tutto.»
«Lasciami indovinare: antichi misteri, scienza e Sacre Scritture?»
«Bingo.»
«Benvenuto nel mio mondo.» Katherine strizzò l’occhio. «Peter mi ha iniziato a questi argomenti parecchio tempo fa. Ha significato molto per le mie ricerche.»
«Intuitivamente, parte di ciò che ha detto ha senso.» Langdon scosse la testa. «Ma razionalmente…»
Katherine sorrise e gli passò un braccio intorno alla vita. «Sai, Robert, riguardo a questo forse sono in grado di aiutarti.»
Nelle profondità del Campidoglio, l’architetto Warren Bellamy stava percorrendo un corridoio deserto.
Resta ancora una cosa da fare questa sera.
Entrato nel suo ufficio, recuperò una vecchia chiave dal cassetto della scrivania. La chiave di ferro era nera, lunga e sottile, con la mappa smussata dal tempo. Bellamy se la fece scivolare in tasca e si preparò ad accogliere i suoi ospiti.
Robert Langdon e Katherine Solomon stavano per arrivare al Campidoglio. Su richiesta di Peter, Bellamy doveva concedere ai due visitatori un’opportunità più che rara: la possibilità di posare gli occhi sul segreto più magnifico dell’edificio… qualcosa che poteva essere rivelato soltanto dall’architetto.