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Franklin Square, la piazza delimitata da K Street e Thirteenth Street, si trova nel quadrante nordovest del centro di Washington. Ospita molti edifici storici, tra i quali la Franklin School, dalla quale nel 1880 Alexander Graham Bell inviò il primo messaggio vocale senza fili.

Un elicottero Sikorsky si avvicinò veloce da ovest. Aveva coperto la distanza dalla cattedrale di Washington a Franklin Square in pochissimi minuti. Più che in tempo, rifletté Sato osservando la piazza sotto di loro. Era fondamentale che i suoi uomini riuscissero a prendere posizione senza essere visti prima dell’arrivo del loro obiettivo. Ha detto che non sarebbe arrivato prima di venti minuti.

Su ordine di Sato, il pilota effettuò un volo a punto fisso sul tetto della costruzione più alta prospiciente la piazza, il famoso One Franklin Square, un prestigioso edificio di dodici piani adibito a uffici e sormontato da due torri con il pinnacolo dorato. La manovra era illegale, ovviamente, ma l’elicottero rimase sospeso sul tetto solo pochi secondi e i pattini sfiorarono appena il lastrico solare. Quando tutti furono saltati giù, il pilota si risollevò immediatamente, virando verso est e portandosi a una quota di sicurezza per fornire appoggio senza essere visto.

Sato attese che la sua squadra raccogliesse l’attrezzatura e preparasse Bellamy per il compito che lo attendeva. L’architetto pareva ancora frastornato dopo aver visto il file sul laptop protetto di Sato. Come ho detto… è una questione di sicurezza nazionale.

Bellamy aveva capito al volo ciò che la dorma stava dicendo e adesso cooperava pienamente.

«È tutto pronto, signora» disse l’agente Simkins.

A un segnale di Sato, gli agenti accompagnarono Bellamy oltre la porta che dava sulla tromba delle scale, diretti al pianterreno, dove avrebbero preso posizione.

Sato si avvicinò al parapetto e guardò giù. Il giardino, una distesa alberata di forma rettangolare, occupava l’intera piazza. Abbiamo tutta la copertura che vogliamo. I suoi uomini avevano pienamente compreso l’importanza di agire senza essere visti. Se il loro obiettivo avesse avvertito una presenza e deciso di allontanarsi… Sato non voleva neppure pensarci.

Sul tetto soffiava a raffiche un vento freddo. Sato si strinse le braccia intorno al busto e puntò forte i piedi per evitare di essere spinta oltre il parapetto. Da lassù Franklin Square sembrava più piccola di come la ricordava, e con meno edifici. Si chiese quale di essi corrispondesse al numero otto. Era quella l’informazione che aveva chiesto alla sua collaboratrice, Nola, dalla quale aspettava una risposta da un momento all’altro.

Bellamy e gli agenti comparvero in strada, piccoli come formiche, e si sparpagliarono nell’area verde. Simkins posizionò Bellamy in uno spiazzo vicino al centro del giardino, a quell’ora deserto, quindi lui e la sua squadra si mimetizzarono nell’ambiente circostante. Nel giro di pochi secondi Bellamy si ritrovò solo e cominciò a camminare avanti e indietro, infreddolito, alla luce di un lampione vicino al centro del giardino.

Sato non provava la minima pietà.

Si accese una sigaretta e tirò una lunga boccata, assaporando il calore che le si diffondeva nei polmoni. Accertatasi che giù tutto fosse a posto, si allontanò dal parapetto in attesa delle due telefonate che aspettava, da Nola e dall’agente Hartmann che aveva mandato a Kalorama Heights.

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